"Dove le parole finiscono, inizia la musica." (H. Heine)

17 aprile 2026

“La musica non deve seguire regole, deve essere verità” - Intervista al rapper, produttore e ingegnere del suono Zero Vicious


Zero Vicious, nome d’arte di Walter Perfido, è un rapper, produttore e ingegnere del suono originario di Genova, attivo dal 2014. Considerato una delle penne più personali e consapevoli del panorama ligure, intreccia storytelling, riflessioni sociali e linguaggio diretto, restituendo nei suoi brani la complessità e la forza emotiva della sua città.

Ha collaborato con Tedua, Izi, Bresh, Sayf, Vaz Tè e Guesan (Wild Bandana), contribuendo alla crescita di una delle scene più riconosciute d’Italia.

"La musica non deve" è il nuovo progetto di Zero Vicious, un album di tredici tracce le cui produzioni sono curate dallo stesso Zero Vicious oltre che da nomi emergenti milanesi e liguri come: Destino, Voonts, Eliseo, Van Steeve e da nomi più noti come Willy (Genova Arabe).

La Musica che gira intorno ha avuto il piacere di intervistare Zero Vicious.

Bentrovato Walter.

Grazie a Voi per l'invito.

Nel titolo del disco, “La musica non deve”, c’è una presa di posizione molto forte: quando hai capito che volevi liberarti completamente dalle aspettative e dalle “regole” del settore?

Confrontandomi molto con Zazza, un caro amico che mi sta dando una mano nello sviluppare la mia carriera, mi sono reso conto di quante cose del mercato non accettassi e di quanto la musica per me sia l’unico spazio in cui mi sento libero al 100%. Da qui è nato il titolo e l'idea che mi ha permesso di utilizzare più sound per il disco. Non tutte le regole di mercato mi stanno strette, però patisco dover seguire degli standard, faccio musica sofferta che non merita altre sofferenze di questo tipo.

Nel progetto ogni traccia ha una sonorità diversa: è stato più stimolante o più rischioso rinunciare a una coerenza stilistica tradizionale? 

Penso che sia stimolante e rischioso allo stesso modo, ma cerco di non pensare ai rischi e di guardare invece a quanto possa essere interessante proporre questa nuova visione delle cose, il disco è come una mistery box, magari non ti piacerà tutto ma ci sarà sicuramente un brano che ti prende!

Brani come “Enrico De Pedis” o “Hulk Hogan” convivono con pezzi molto più introspettivi come “Eroina” e “Acqua dal cielo”: come riesci a tenere insieme queste due anime senza perdere identità? 

Siamo tutti in percentuali diverse composti da istinti contrapposti, da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire ci passano attraverso diverse emozioni e diverse situazioni non sempre omogenee quindi per me è proprio il contrario, più che una perdita di identità si tratta di voler riportare la mia identità nella sua interezza!

In alcune tracce affronti temi legati alla psicologia e a contesti familiari disfunzionali: quanto è stato difficile trasformare esperienze così personali in musica? 

A me aiuta molto e mi piace pensare che possa aiutare anche chi mi ascolta, anzi penso che certi doni ci vengano dati proprio dalla vita per bilanciare le maledizioni di quello che abbiamo dovuto passare.

Il racconto di Sampierdarena è molto vivido e diretto: che ruolo ha questo quartiere nella costruzione della tua identità artistica e umana? 

Sampierdarena è un quartiere folcloristico e spaccato a metà come questo paese. La parte bassa più vicina al porto è l’ anima street, prostitute e microcriminalità convivono con oasi di negozi stilosi e ben gestiti (Bambocchia, Visual Think) mentre salendo più in collina è un posto estremamente tranquillo e piacevole con delle viste stupende, ho avuto la fortuna di abitare in entrambi i lati e di viverla nella sua interezza. Sicuramente chi viene da qui non ha il background culturale di chi viene da Albaro o dall’est della città (la parte più ricca) e questo ha inciso parecchio sulla mia identità, ma mi ha dato molto in termini di amicizie e racconti che mi hanno ispirato.

Nel disco critichi apertamente le logiche promozionali e le “etichette per prodotti su scaffali di emozioni”: pensi che oggi sia ancora possibile fare musica davvero libera nel mercato attuale?

Più che una critica è un manifesto: su di me non fatelo. È invece una fattualità che il bisogno umano di catalogare inaridisca un po’ l’esperienza dell’ ascolto. Purtroppo ai nostri sensi le fake news ed i meme hanno molto più effetto di messaggi più complessi quindi penso che sì sia possibile perché nessuno lo vieta, ma molti artisti si piegano alle regole di mercato perché l’ alternativa è non vivere della propria arte.

Sei coinvolto anche nella produzione e nel mix: quanto è importante per te avere il controllo totale sul suono, oltre che sulla scrittura? 

Imparare a produrre e mixare è stata un’esigenza dettata dal background da povero, ma ad oggi mi rendo conto che non ne potrei fare mai a meno, quando mi piace una cosa voglio sapere tutto il possibile su quella cosa!

Hai collaborato con artisti importanti della scena ligure: cosa hai imparato da queste esperienze e in che modo hanno influenzato questo album?

Da Tedua ho imparato tantissimo, lui si è mosso sempre super bene proprio come artista nel mercato ed ha condiviso informazioni ed opinioni che mi hanno reso un po’ più smart laddove magari, dato appunto il mio background sampierdarenese, ero molto più provinciale ed ignorante.

Rispetto al tuo EP precedente, come senti di essere cambiato sia a livello artistico che personale? 

Ogni lavoro cerco di migliorare in tutti gli aspetti, dalle produzioni ai mix alla composizione ai ritornelli, se non lo faccio sto male e mi sono già ripromesso di smettere se dovessi fermarmi nel migliorare. A livello personale sento di capirci sempre un po’ di più ed ora me la vivo molto bene perché ho un team con cui condividere gioie e dolori!

Se dovessi descrivere “La musica non deve” con una sola emozione o immagine, quale sceglieresti e perché? 

Seppur banale, l’emozione che tiene in piedi il tutto è l’amore, perché indipendentemente da come vadano i miei progetti io sono sempre qui come se fossimo sposati.

Grazie per questa chiacchierata... e buona musica sempre!

Grazie a Voi.

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