Andrea Heros firma un Ep profondamente autobiografico: “Devi averne cura” è in uscita venerdì 17 aprile per RC Music.
Dentro al progetto ci sono le sue strade, i suoi passi, le sue domande e le sue ripartenze. Ogni brano ha un luogo preciso da cui arriva — una piazza, un vicolo, un angolo di Napoli vissuto soprattutto di notte — come se la città avesse prestato le parole alle canzoni. Conversazioni semplici ma profonde, come le chiacchierate fuori dal bar tra amici.
C’è una frase che attraversa l’EP come un filo invisibile: “La vita è una breve festa impegnativa”. Per un cantautore di vent’anni è un Tempo intenso, carico di aspettative, pressioni, sogni. Muoversi, scegliere, costruire. Il tempo non aspetta. Questo Ep è il tentativo di fermarlo, almeno per cinque brani, in maniera spontanea, emotiva e fedele al flusso dei sentimenti.
Delle cose rare bisogna sempre averne cura e c’è una grande attenzione ai suoni, l’amore per la parola nei testi. Il disco è un invito ad avere cura -nell’ascolto- di questo nuovo progetto musicale. Un invito anche ad estendere questo atteggiamento nella vita, dove si corre spesso, si rimane in superficie, perdendo “la cura” delle cose.
“Devi averne cura” nasce con l’esigenza di essere suonato e ascoltato dal vivo. Registrato analogicamente e con gli assoli che si prendono spazio e respiro e la band al centro del progetto, l’EP è stato nutrito dal tempo delle prove e dall’energia che nasce quando si fa musica insieme. È un ritorno alla musica suonata, imperfetta e vera.
Brano: “Niente di quest’epoca” / Luogo: VIA MARINA
E’ una delle strade che più hanno acceso la nostalgia e ispirato la scrittura del disco. Le navi che partono diventano immagini ricorrenti, metafore della vita: partenze, distacchi, possibilità. La malinconia del porto si intreccia con quella di chi sente il tempo scorrere troppo in fretta. “Niente di quest’epoca” nasce in Via Marina ed è il brano manifesto, che racchiude l’identità dell’intero ep. Il brano racconta la storia di una ragazza della sua età che, mentre tutto intorno corre veloce, sceglie di rimanere se stessa, pur sentendosi diversa dagli altri. E’ un modo, per il cantautore, di descrivere quanto sia importante inseguire un obiettivo con dedizione, anche quando non ci si sente integrati pienamente nella società. Come chi vuole costruire qualcosa di solido già da giovane e non accetta di sentirsi dire — implicitamente o no — “tu non te lo meriti”. «Non hai niente di quest’epoca» diventa quasi un complimento. Andrea Heros si include nella lista di coloro che provano a fare le cose per bene e credono che le cose importanti abbiano bisogno di tempo. Nel brano c’è anche un riferimento all’attualità. «I soldi mi durano 24h da quando ce l’ho, ma almeno giro tranquillo con le tasche vuote»: viviamo in un periodo storico in cui è diventato difficile sentirsi tranquilli per strada, in cui l’insicurezza accompagna anche i gesti più semplici, come camminare di notte e sentirsi liberi. Una sensazione che riguarda tutti ma soprattutto le donne, sempre più al centro di cronache quotidiane. Diventa così difficile vivere i propri giorni con leggerezza. “TU NON MERITI” è un mantra da ripetere, per tutte quelle situazioni ingiuste in cui è necessario ricordarsi che la responsabilità non è nostra.
Brano: “Devi averne cura” / Luogo: MARECHIARO
“Devi averne cura”, cambia atmosfera ma non intensità. È una dedica senza età. Racconta un momento di euforia che forse non è destinato a durare, ma che proprio per questo viene vissuto fino in fondo. Quando si è così innamorati si dicono cose assolute. Andrea Heros offre il cuore in mano e chiede soltanto una cosa: abbine cura. Consegna tutto ciò che ha di più fragile, senza alcuna protezione. Una promessa d’amore che non ha tempo, che resta anche quando l’euforia si trasforma in memoria.
Brano: “Terea” / Luogo: VOMERO, PIAZZA VANVITELLI
In “Terea” il racconto si sposta su un piano più attuale, quasi generazionale. È un brano che dialoga idealmente con “Niente di quest’epoca”. Andrea Heros osserva chi sembra stare bene solo con una sigaretta elettronica in mano. La dipendenza non è solo dalla nicotina, ma dal gesto, dall’oggetto, come accade con il telefono. È la descrizione di un giorno di pioggia, di un umore ostile, di quella voglia di chiudere tutto e restare in disparte.
Nel brano, c’è anche un passaggio personale: il confronto con il sé di qualche anno fa. Andrea Heros nasce artisticamente come rapper, viveva un’altra identità musicale. Oggi si sente diverso, ma paradossalmente più vicino al ragazzo che aveva iniziato a fare musica alla ricerca della sua verità. Le immagini sono malinconiche, ma nel ritornello emerge una critica sottile: viviamo in un mondo che ci fa sentire sempre un po’ sbagliati, sempre un po’ inadeguati. Se non costruiamo una sicurezza interiore — e non è semplice — rischiamo di restare in quel disagio. «Tu quella voglia di essere ascoltati come la chiami?» è una domanda che resta sospesa.
Brano: “Lavoro Lavoro” / Luogo: piazza Dante
“Lavoro lavoro” è forse il cuore più scoperto del progetto. È la canzone a cui Andrea Heros è più legato, perché lo racconta nel momento che sta attualmente vivendo. La sua è una riflessione personale sulla dedizione per la musica.Una camminata notturna in cui realizza di non avere più la vita sociale di un ragazzo della sua età. Lavora, scrive, produce anche per altri artisti e poi torna a casa. «Mi sento solo come la strada» diventa un’immagine chiara. Andrea Heros affronta anche il tema dei social: riempiamo ogni spazio con storie da vedere, contenuti da consumare. Ed ecco l’immagine del cantautore che, un giorno, ha finito di guardare tutte le storie disponibili dei suoi contatti e pensa: se ho finito tutto ciò che c’era da guardare in questo mondo parallelo, allora forse dobbiamo tornare a vederci davvero. Un messaggio forte, quello di spezzare la routine digitale. Nel brano emerge anche la consapevolezza che ognuno abbia un proprio posto nel mondo e che sia molto importante comprendere anche quali siano i contesti in cui non ci si sente a proprio agio.
Andrea Heros cammina e si ritrova a passare da Piazza Dante, dove si trova il suo vecchio liceo, che non ha finito. Gli mancava quel luogo pieno di amicizie, allo stesso tempo si ricorda come si sentiva ingabbiato in un sistema che non lo appassionava e che rischiava di allontanarlo dalla cultura, invece di avvicinarlo. Solo dopo ha capito che la cultura è libertà, ma Andrea doveva trovarla altrove. “Meglio perdersi soltanto o almeno scegliere di farlo”: c’è chi non può permettersi di scegliere, Andrea Heros si sente fortunato perché può farlo e questa consapevolezza pesa quanto una responsabilità.
Brano: “Ho avuto paura” / Luogo: Fuorigrotta
A volte ci si può sentire tristi, sentendo la mancanza di una persona. Vai sotto a casa sua e poi non sali. A volte dietro a certi immobilismi c’è la paura, la fragilità. Tastiera sperimentale, cori, assolo di chitarra e un mood anni sessanta che crea l’atmosfera che chiude il disco.
Andrea Heros è un cantautore e produttore napoletano della generazione Z. Con il suo primo ep “Devi averne cura” restituisce in musica emozioni, pensieri e frammenti della propria età, seguendo il filo della quotidianità e dei luoghi che lo hanno ispirato, senza filtri, pronti a prendere forma nei concerti.

Nessun commento:
Posta un commento