"Dove le parole finiscono, inizia la musica." (H. Heine)

10 agosto 2026

Prince, la musica non muore mai: arriva Timeless, un viaggio attraverso quattro decenni di genio


Ci sono artisti che lasciano una discografia. E poi ci sono artisti come Prince, capaci di lasciare un universo musicale talmente vasto da continuare a sorprendere anche dopo la loro scomparsa. Il 28 agosto arriverà Timeless, nuovo album postumo che attinge direttamente dallo sterminato archivio del musicista di Minneapolis, proponendo dieci brani capaci di attraversare quasi quarant'anni di storia musicale.

A differenza di molte operazioni postume, Timeless non sembra voler essere semplicemente una raccolta di materiale inedito assemblato per sfruttare il patrimonio artistico di una leggenda. Il progetto della The Prince Estate nasce infatti con un'idea precisa: raccontare, attraverso dieci canzoni, l'evoluzione creativa di Prince Roger Nelson dal 1977 al 2016.

Un percorso che attraversa epoche, sonorità, trasformazioni personali e artistiche, fino ad arrivare all'anno della sua scomparsa. La chiusura dell'album è affidata infatti a una versione dal vivo di How Come You Don't Call Me Anymore?, registrata proprio nel 2016.

Il risultato vuole essere una sorta di porta d'ingresso nell'universo di Prince: un "entry level" pensato per chi si avvicina per la prima volta alla sua musica, ma anche un'occasione per i fan di riscoprire un artista impossibile da racchiudere in un'unica definizione.

With This Tear: quando Prince regalava le sue canzoni agli altri

Tra i brani che hanno già fatto parlare di Timeless c'è With This Tear, registrato nel novembre del 1991 ai Paisley Park Studios. Il brano è entrato nelle rotazioni radiofoniche lo scorso 2 aprile, in occasione del decimo anniversario della scomparsa dell'artista.

È una canzone che racconta perfettamente una delle caratteristiche più affascinanti di Prince: la sua capacità di essere musicista totale.

Scrivere, arrangiare, produrre e suonare gli strumenti non erano semplicemente aspetti diversi del suo lavoro, ma parti di un'unica visione creativa. Prince aveva un controllo quasi assoluto sulla propria musica e With This Tear ne è un'ulteriore dimostrazione.

Il brano venne concepito appena un mese prima della pubblicazione di Diamonds and Pearls, ma Prince scelse di non tenerlo per sé. La canzone venne infatti donata prima a Celine Dion, che la incise nel 1992, e successivamente a Carmen Electra, che la inserì nel suo album omonimo.

Un dettaglio che racconta molto dell'enorme generosità artistica di Prince: il suo archivio non era soltanto un deposito di canzoni, ma un laboratorio inesauribile dal quale potevano nascere idee destinate anche ad altri interpreti.

Gli anni Novanta e la rabbia nascosta di Stone

Se With This Tear rappresenta uno dei volti più raffinati e melodici di Prince, Stone ci conduce invece verso un periodo di profonda trasformazione.

Il brano, risalente alla primavera del 1995, nasce in un momento particolare della carriera dell'artista. Prince aveva già dimostrato di poter costruire la propria musica quasi completamente da solo, ma in questo caso decide di circondarsi di altri professionisti: Sandra St. Victor, Tom Hammer e Jules Van Even.

Musicalmente, Stone appare come un morbido brano R&B, costruito su atmosfere apparentemente delicate. Sotto quella superficie, però, pulsa una rabbia profonda.

È la voce di un uomo che sente di avere il cuore ormai trasformato in pietra, ma anche quella di un artista che da anni combatteva per difendere la propria libertà creativa.

Non bisogna dimenticare, infatti, la celebre battaglia di Prince contro l'industria discografica, arrivata al punto di rinunciare al proprio nome e presentarsi attraverso un impronunciabile simbolo. Una scelta estrema, ma perfettamente coerente con la sua idea di indipendenza.

Non sorprende quindi che Stone sia stato definito da Rolling Stone USA un brano "profondamente personale". Anche la CNN ha sottolineato la forza della performance vocale e la sorprendente essenzialità dell'arrangiamento.

Quarant'anni di Prince in dieci canzoni

La vera particolarità di Timeless sta probabilmente proprio nella sua struttura. Dieci brani per attraversare un percorso iniziato nel 1977 e arrivato fino al 2016: quasi quattro decenni nei quali Prince ha continuamente reinventato se stesso.

Funk, soul, pop, R&B, rock, psichedelia, elettronica: catalogare Prince è sempre stato complicato, perché la sua musica sembrava avere il costante bisogno di superare i propri confini.

Per questo Timeless può assumere un significato particolare. Non è soltanto una nuova pubblicazione postuma, ma una sorta di fotografia in movimento di un artista che non ha mai smesso di cambiare.

Ogni traccia diventa così una tessera di un mosaico molto più grande. E proprio questa prospettiva rende l'album interessante tanto per chi conosce profondamente la produzione di Prince quanto per chi, magari, si trova ancora ai margini di quell'universo e cerca un punto da cui iniziare.

La Purple Rain continua a cadere

Timeless arriva all'interno di un più ampio percorso di celebrazione organizzato dalla The Prince Estate per il decimo anniversario della scomparsa dell'artista.

Tra le iniziative c'è stata anche la Prince Celebration, che nei mesi scorsi ha portato eventi speciali lungo il percorso tra Paisley Park e il centro di Minneapolis, trasformando ancora una volta la città in un luogo di pellegrinaggio per fan provenienti da tutto il mondo.

Perché dieci anni dopo la sua morte, la sensazione è che Prince continui a essere incredibilmente presente.

Lo è nelle sue canzoni, naturalmente. Lo è negli artisti che ancora oggi ne raccolgono l'eredità. Lo è negli archivi che continuano a restituire materiale capace di aggiungere nuovi tasselli alla sua storia.

E lo sarà ancora una volta il 28 agosto, quando Timeless permetterà di tornare ad ascoltare Prince attraverso dieci frammenti di una carriera irripetibile.

La Purple Rain, insomma, non sembra avere alcuna intenzione di smettere di cadere.

E forse, come suggeriva lo stesso Prince, non abbiamo bisogno di ripararci.

Abbiamo solo bisogno di continuare ad ascoltarla.

Nessun commento:

Posta un commento