"Dove le parole finiscono, inizia la musica." (H. Heine)

22 giugno 2026

Intervista alla cantautrice calabro-torinese GIGLIO che parla del nuovo singolo "TANTRA"


Tantra
è il nuovo singolo di GIGLIO, disponibile su tutte le piattaforme digitali, distribuito da ADA Music.

Una storia d’amore passionale e travolgente nata sotto gli occhi della Mole, in una Torino elegante, sempre avvolta dal suo unico alone di mistero. In una notte sognante, la Mole, simbolo iconico della città, ne custodisce il segreto, guardando all’eros come la via maestra per accedere al divino. E così, ancora una volta, la cantautrice calabro-torinese fa emergere la sua duplice natura: la raffinatezza sabauda da una parte e il suo lato più spicy dall’altra riescono a coesistere in un’amalgama perfetto di melodia e musica.

Ho intervistato Giglio e abbiamo fatto una piacevole chiacchierata.

Ciao Giglio, benvenuta su La Musica che gira intorno...

Ciao a voi, che bello ritrovarvi!

"Tantra" racconta una storia d'amore intensa ambientata a Torino. Quanto c'è di autobiografico in questo brano e quanto invece appartiene all'immaginazione?


In un articolo hanno scritto che la storia sembra sospesa tra sogno e realtà e mi è piaciuta un sacco questa visione, il non sapere quanto sia realmente accaduto e quanto frutto dell’immaginazione penso renda ancora più interessante il brano, lasciando proprio all’ascoltatore l’interpretazione più congeniale a sé. In ogni caso nei miei brani cerco sempre di raccontare storie vere, che siano mie o di qualcun altro/a, ma non dirò di più, vi lascio con il dubbio :P

Hai descritto l'eros come una via di connessione tra due anime. Cosa significa per te raccontare la passione senza cadere negli stereotipi o nella provocazione fine a sé stessa?

Sono amante della sensualità e cerco sempre di sottolineare come si possa essere sensuali senza cadere nella volgarità, contrariamente da quanto molt* possano pensare (spesso e volentieri donne tra l’altro). Allo stesso modo mi piaceva l’idea di parlare dell’eros come potente connessione non solo tra due corpi ma soprattutto tra due anime, ci tenevo a dimostrare che si può parlare di amore travolgente e passionale non fine a se stesso e senza perdersi in frasi ed immagini scurrili. 

La Mole Antonelliana diventa quasi un personaggio della canzone. Perché hai scelto proprio questo simbolo di Torino come custode della storia?

La Mole è sicuramente uno dei simboli più iconici di Torino: nella sua altezza ed eleganza l’ho sempre vista un po’ come la custode silenziosa dei segreti della città, soprattutto della vita notturna. Sono felicissima quindi di essere riuscita a trasformala nel terzo personaggio della storia, facendole impersonificare la conoscenza e al tempo stesso la riservatezza sabauda. Per di più il brano ha per me tutt’intorno un alone retrò-sognante, che ho cercato di ricreare visivamente nella parte grafica, come le pellicole cinematografiche di un tempo, e la Mole Antonelliana ospita proprio al suo interno il Museo Nazionale del Cinema. Insomma, nulla è stato lasciato al caso.

Hai definito il brano un incontro tra eleganza e seduzione. Ritrovi questa dualità anche nella tua personalità e nel tuo modo di fare musica?

Assolutamente sì, come vi accennavo prima la sensualità elegante e non volgare è un aspetto che mi piace molto ritrovare anche negli/nelle altr*. E a quanto mi dicono la si percepisce anche nella mia musica, oltre che nella mia personalità, indipendentemente dall’argomento trattato nei brani, quasi uno dei tratti distintivi.

Hai raccontato che tutto è nato da un giro di basso suonato con "Etto". Succede spesso che una tua canzone nasca prima dalla musica che dalle parole?

Non così spesso in realtà, molte volte nascono prima delle idee di melodia vocale e testo che l’accompagnamento musicale. Però ogni volta alla fine è diversa, ed è bello così.

In "Tantra" emergono influenze anni Ottanta, funk e black music. Quali artisti o dischi hanno ispirato maggiormente questo sound?

Come sempre tutto ciò che ho ascoltato in realtà, non un artista in particolare. Assorbo musica nel tempo e prima o poi i richiami escono fuori spontaneamente. In questo caso sicuramente il bagaglio di black music e cantautorato che mi accompagna fin da piccola: Ray Charles, Ben E. King, Etta James, Ornella Vanoni, Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobim, Battisti fino ad arrivare oggi a Bruno Mars e L’Imperatrice.

Le tue origini calabresi e la tua vita torinese convivono da sempre nel tuo percorso artistico. In che modo queste due anime si riflettono oggi nella tua scrittura?


Nella mia vita privata, così come nella mia musica, convivono (almeno) due anime: da una parte la misteriosità, l’eleganza e direi anche la malinconia sabauda, dall’altra la seduzione, il calore ed il fervore mediterraneo delle mie origini. Non potrei fare a meno né dell’una né dell’altra, sono complementari direi, e credo si senta abbastanza nei miei brani (ride).

Negli ultimi anni hai collezionato esperienze importanti, dal Premio Bianca D'Aponte al Concertone del Primo Maggio. Quale di questi traguardi ti ha fatto percepire maggiormente la crescita del tuo progetto?

Sicuramente il Concertone del Primo Maggio a Roma è stato per me di grande impatto, in primis emotivo: poter portare la mia musica davanti a così tante persone e in un posto unico come il Circo Massimo è stato assurdo e ha contribuito in modo determinante alla crescita del mio progetto, una di quelle conferme sulla riuscita del tuo lavoro che aspetti da tempo. Ma, in generale, ogni traguardo raggiunto in questi due anni, dal più piccolo al più grande, è stato unico e un nuovo determinante tassello nel percorso di crescita artistico e personale.

Dopo l'EP "Santa Rosalia", "Tantra" rappresenta una continuità o un cambio di direzione rispetto a quanto hai raccontato finora?

Assolutamente una continuità, non sono l’argomento piuttosto che la vibe del pezzo a determinare un cambio di direzione rispetto ai lavori precedenti, quanto le sonorità e i riferimenti ad un mondo che in fondo è lo stesso, un filone unico con Santa Rosalia, nelle sue varie sfumature.


Se dovessi descrivere "Tantra" con tre parole che non compaiono nel testo della canzone, quali sceglieresti e perché?

1. Ammaliante, per il suo lato seducente e misterioso

2. Fresco, sa proprio di estate, ottimo in tutti gli stabilimenti balneari d’Italia :P

3. Irrefrenabile, perché non si riesce a stare fermi né
 per il sound ballerino né al pensiero di un amore così travolgente.

Hai studiato al C.E.T. di Mogol sia come interprete sia come autrice: qual è l'insegnamento che ancora oggi porti con te quando scrivi una canzone?

Di non essere l’autosabotatrice di me stessa, ma lasciarmi andare senza troppe pare. 

Guardando al futuro, "Tantra" è un episodio a sé oppure è il primo tassello di un nuovo progetto discografico?

Non si tratta di un episodio a sé, ma un tassello di un progetto più grande ricco di tante anime, come piace a me.

Dopo aver aperto concerti di artisti come Meg e Joan Thiele, quali sono gli artisti con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?

Troppiiiiiiiii aahhh, sicuramente tre donne cazzutissime che stimo molto: Elisa, La Niña e Serena Brancale, e poi per restare nelle mie due amate terre Brunori Sas e i Subsonica, magari in un brano tutti insieme, sarebbe fico eh?

Grazie per essere stata mia ospite e ti saluto con la mia celebre frase "Buona musica sempre!".

Grazie a te, tant(r)isssimo :P

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